venerdì 20 ottobre 2017

Film per Halloween - Una ricetta a base di Stephen King

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All'appropinquarsi della festa di Halloween arriva l'ormai consueto appuntamento con il post dedicato alla ricorrenza che ben si sposa con il cinema di paura. Francamente l'elenco di film a tema, accumulato nel tempo, è talmente lungo e variegato che potrei anche fare a meno di aggiungere una nuova "ricetta", ma finché me ne vengono lasciamole andare.
Ogni anno all'inizio penso che non riuscirò a inventarmi una nuova lista eppure dopo qualche minuto di scervellamento vengo illuminato da uno spunto ispiratore, in questo caso l'uscita del nuovo It (trailer), tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, che ho preso come trait d'union per creare una ricetta ad hoc.
Il famosissimo e prolifico scrittore, da poco bloccato su Twitter dal deplorevole Donald Trump, ha visto spesso i suoi libri presi come base, più o meno fedele, per trasposizioni cinematografiche.
Per un lungo elenco di suoi libri fatti a film rivolgersi qui, per concentrasi invece solo sui sette che ho scelto come consiglio di visione per la notte degli spiriti sacri, guardare qui sotto.

    » Ricetta per un Halloween da Stephen King

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    1408
    (2007, dal racconto 1408 della raccolta Tutto è fatidico, trailer)
    Uno scrittore chiuso nella stanza di un hotel cerca l'ispirazione e trova la paranoia. Ne ho scritto qui.

    Carrie - Lo sguardo di Satana
    (1976 dal romanzo Carrie, trailer)
    Una timida ragazzina con una madre troppo religiosa viene bullizzata a scuola, dentro di lei ribolle una rabbia e un potere pronto ad esplodere con prepotenza.

    Cimitero vivente
    (1989, dal romanzo Pet Sematary, trailer)
    Un medico si trasferisce con la famiglia e il gatto nelle vicinanze di una strada trafficata e di un vecchio cimitero indiano.
    [Stephen King compare in un cameo nei panni di un prete e i Ramones ci mettono due canzoni: Sheena is a punk rocker e, nei titoli di coda, Pet sematary scritta proprio per il film].

    La zona morta
    (1983, dal romanzo La zona morta, trailer)
    Un insegnante di lettere dopo cinque anni di coma torna in vita, ma tutto è cambiato e l'acquisito potere di vedere il futuro è un'altra condanna. Una stretta di mano con un politico mitomane gli fa presagire che se quello verrà eletto senatore, poi diventerà presidente e scatenerà una guerra nucleare...

    Misery non deve morire
    (1990, dal romanzo Misery, trailer)
    Uno scrittore sta tornando a casa dopo un ritiro in montagna sfruttato per concludere il suo ultimo libro, ma un incidente in auto lo costringerà, con le gambe rotte, a casa di una fan fissata e perversa. Lei non è per niente contenta di quel finale.

    Shining 
    (1980, dal romanzo Shining, trailer)
    Un aspirante scrittore accetta di fare il guardiano invernale di un hotel sperduto nelle montagne. A fargli compagnia c'è moglie, figlio e la pazzia.

    The Mist
    (2007, dal racconto La nebbia della raccolta Scheletri, trailer)
    Papà e figlio si fermano al supermercato, una nebbia inquitante li bloccherà là dentro. Ne ho scritto qui.

    domenica 8 ottobre 2017

    I corti di Blade Runner, dal 2019 al 2049

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    Il primo trailer di Blade Runner 2049 uscito non aveva fomentato certo la tanta attesa su questo nuovo elemento di cinema ruminante, ma la fiducia su Denis Villeneuve faceva sperare che ci fosse qualcosa in più e a leggere certi titoli, di chi l'ha già visto, sembra che sia un sequel riuscito.
    Prima di approcciare la visione del nuovo Blade Runner sono consigliate le visioni di tre corti che raccordano temporalmente gli eventi dei due film. Io al momento ho visto solo il primo, un'animazione diretta da Shinichirô Watanabe, il regista di Cowboy Bebop, ma qui sotto ci sono tutti e tre.

    Black Out 2022



    2036: Nexus Daw



    2048: Nowhere to Run


    sabato 9 settembre 2017

    Leone d'oro 74^ Mostra del cinema di Venezia

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    Già l'anno scorso si era notata una direzione della Mostra del cinema di Venezia verso un pubblico più allargato, meno da critica classica, ma non aveva poi portato a termine l'andazzo facendo vincere una film "hard" da 226 minuti in bianco e nero. Quest'anno invece la direzione si è concretizzata anche nella premiazione.
    I film in concorso che attendevo non sembra siano proprio strepitosi e nel caso di Mother!, a quanto si dice, addirittura deludente.
    Da segnalare anche il flop, per lo meno a premi, dei film italiani. Pure in questo caso si "migliora" la linea tracciata dello scorso anno da tre film e zero premi, si assesta un bel quattro film e zero premi.
    Per il film scoperto in itinere che più mi ha incuriosito nomino Tre manifesti a Ebbing, Missouri una commedia poliziesca dove una donna giustamente incazzata cerca di fare quello che la polizia non ha fatto: trovare l'assassino di sua figlia.
    Una volta messi sulla mensola i premi, non ci resterà che vedere e giudicare con i nostri occhi e mente, ma attenzione, come disse il nume tutelare dei critici cinematografici Enrico Ghezzi: «L’occhio che è lo schermo è già pronto a sbagliare per noi, e per tutti, la visione».

    • LEONE D'ORO: The Shape of Water di Guillermo Del Toro
    • Leone d'argento miglior regia: Xavier Legrand per Jusqu'à la gard
    • Premio speciale della giuria: Sweet Country di Warwick Thornthon
    • Coppa Volpi migliore attrice: Charlotte Rampling per Hannah
    • Coppa Volpi miglior attore: Kamel El Basha per L'insulte

    Trailer di The Shape of Water: