domenica 11 settembre 2016

Leone d'oro 73^ Mostra del cinema di Venezia

leone-d-oro-2016-lav-diaz-the-woman-who-left
Edizione della Mostra di arte cinematografica che ha cercato, sulla carta, di apririsi a un pubblico più vasto con l'inserimento di qualche titolo un po' più popolari, ma che ha finito premiando con il Leone d'Oro uno dei film più "difficili", quello del filippino Lav Diaz, che in 226 minuti in bianco e nero racconta il maturare del desiderio di vendetta di una donna finita in carcere e poi rilasciata perché innocente.
Fra i film che avevo nominato nelle mie attese c'è Animali Notturni che ha preso il Gran Premio per la regia, lanciando Tom Ford al successo nella duplice carriera di stilista e regista; per Arrival solo qualche premio minore; sul documentario di Malick non mi è sembrato di sentire commenti emozionanti.
Da segnalare Paula Beer, vincitrice del premio Marcello Mastroianni come miglior giovane attrice per Frantz di François Ozon, si merita il premio sulla fiducia per l'emozione che ha mostrato sul palco al momento della consegna e soprattutto per il cognome, inoltre è molto carina.
Per il film scoperto in itinere che più mi ha incuriosito nomino Spira Mirabilis film-saggio sull'idea di immortalità. Come al solito, al di là dei premi, non ci resta che vedere.


  • LEONE D'ORO: The Woman Who Left di Lav Diaz
  • Leone d'argento miglior regia: Amat Escalante per La región salvaje e Andrei Konchalovsky per Paradise (ex-aequo)
  • Premio speciale della giuria: The Bad Batch di Ana Lily Amirpour
  • Coppa Volpi migliore attrice: Emma Stone per La La Land
  • Coppa Volpi miglior attore: Oscar Martinez per El ciudadano ilustre


Trailer di The Woman Who Left (Ang babaeng humayo):

martedì 30 agosto 2016

73^ Mostra di Venezia - I film in concorso

mostra-cinema-venezia
La settantatreesima edizione della Mostra d'arte cinematografica di Venezia parte domani 31 agosto e prosegue fino a sabato 10 settembre. Presidente della giuria è il britannico Sam Mendes, regista partito con American Beauty e ora legato alla serie di 007 avendone girato gli ultimi due capitoli Skyfall e Spectre. Madrina della mostra sarà invece l'italiana Sonia Bergamasco.

Film in concorso a Venezia 73:
  • The Bad Batch di Ana Lily Amirpour
  • Une vie di Stephane Brize
  • La la land di Damien Chazelle
  • The Light Between Oceans di Derek Cianfrance
  • El ciudadano illustre di Mariano Cohn e Gaston Duprat
  • Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti
  • The woman who left di Lav Diaz
  • La region salvaje di Amat Esclalante
  • Nocturnal Animals di Tom Ford
  • Piuma di Roan Johnson
  • Paradise di Andrei Konchalovsky
  • Brimstone di Martin Koolhoven
  • On the milky road di Emir Kusturica
  • Jackie di Pablo Larrain
  • Voyage of Time: life's journey di Terrence Malick
  • El Cristo ciego di Christopher Murray
  • Frantz di Francois Ozon
  • Questi giorni di Giuseppe Piccioni
  • Arrival di Denis Villeneuve
  • Les beaux jours d’Aranjuez di Wim Wenders
Fra i film in concorso le mie maggiori attese vanno a:
- Voyage of Time: life's journey il documentario di Malick sulla storia dell'universo con voce narrante di Cate Blanchett, immagini fantastiche garantite sperando che tengano desti da un possibile effetto soporifero.
- Arrival di Villeneuve. Un regista che mi aveva colpito in pancia con La donna che canta (Incendies) e con Prisoners, che mi aveva disorientato e fatto pensare con Enemy e che mi aveva emozionato con il più tradizionale Sicario. Al Lido presenta Arrival dove arrivano gli extratterestri ed Amy Adams viene mandata a parlamentare per capire che intenzioni hanno.
- Nocturnal Animals thriller di Tom Ford, dove gli "animali notturni" sono il titolo del manoscritto che riceve Amy Adams – ancora lei – ex-moglie dello scrittore, interpretato da Jake Gyllenhaal, che gli chiede un parere dopo vent'anni dalla separazione, lei si immerge nella lettura e nel passato.
Per le opere Fuori Concorso la mia curiosità va alla presentazione della mini serie di Paolo Sorrentino che proietterà i primi due episodi (su 8 totali) di The Young Pope, la storia dell'immaginario primo papa americano Lenny Belardo, detto Pio XIII, in arte Jude Law.

domenica 31 luglio 2016

Stranger Things

stranger-things
[+] Stranger Things è la serie perfetta per i nostalgici dei film per ragazzi del genere fra avventura, fantascienza e un pizzico di horror, tipico degli anni ottanta.
Basterebbe la precedente frase per presentare questa mini serie e da questa sufficienza ne consegue che non si troverà molto altro, ma tutto è presentato bene e diluito in solo otto episodi da 50 minuti quindi può bastare: c’è il tempo per rivangare vecchie emozioni, far scattare il meccanismo agrodolce dei ricordi, senza stancare.

stranger-things-poster
La serie si apre con quattro ragazzini che stanno giocando a Dungeons & Dragons in un seminterrato, il master ha appena svelato la presenza di un Demogorgon il gruppo invoca la palla di fuoco, Will, il mago della compagnia, è incerto, il dado viene lanciato, cade, si va alla ricerca sul pavimento, ma si è fatto tardi la mamma ordina che devono andare a casa a dormire, domani c'è la scuola. Nel tragitto di ritorno Will avvertirà una strana presenza, il giorno dopo mancherà all'appello mentre comparirà nella cittadina una ragazzina dalla testa rasata e dagli strani poteri. Cosa è successo a Will e chi è la nuova arrivata?
Le citazioni di film nella serie sono tantissime per fare qualche nome su tutti I Goonies ed E.T. L'extra-terrestre, per gli altri consiglio questo video (spoiler), ma ovviamente è più indicato per chi ha già finito di vedere la serie; anche se un po' fuori stile ci aggiungerei pure Akira e X-Files.



La serie oltre ai richiami cinematografici profuma di Stephen King dall'inizio alla fine, non a caso il logo richiama il font usato per alcuni sui libri, e vanta una realizzazione buona in ogni aspetto: cast ben sfruttato, musiche calzanti, ambientazione contenuta, alle volte essenziale, ma evocativa e attenta ai particolari.
Ho già detto che sono solo otto episodi, ma è veramente finita? Un finale c’è, ma come al solito vari sono i cliffhanger negli ultimi minuti dell'ultima puntata per lasciare terreno fertile per una possibile seconda stagione. La miniserie è distribuita in questo momento da Netflix, rientra nella sempre più grande categoria di quello che chiamo "cinema ruminante", in ogni caso il prodotto l'ho gradito.