sabato 4 ottobre 2014

Dipendenza da Serie TV - Come affrontarla

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Le Serie TV sono ormai un formato televisivo nobilitato e in continua proliferazione. Nasce però anche un nuovo problema: mentre con telefilm e serie del passato eravamo, per forza di cose, abituati ad aspettare di giorno in giorno o di settimana in settimana per vedere il prossimo episodio, oggi, con internet, abbiamo a disposizione serie complete e diventa difficile resistere alla tentazione di passare da una puntata all'altra cadendo così in un'esigenza compulsiva.
Se vi è capitato di innamorarvi di una serie e di avere sotto mano tutte le puntate, vi sarà forse capitato anche di dire "guardo la prossima, e poi mi fermo" e magari finita quella puntata ripetere la frase, oppure di partire già con l'idea di vedere più puntate in un colpo. Questo fenomeno ha preso il nome di binge-watching.
Qualcuno si è domandato come fronteggiare questo bisogno irrefrenabile di vedere puntate su puntate e ha dato alcuni consigli su come controllarsi che ora vi riporto.

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Il primo consiglio è di decidere di fermarsi nella visione a ¾ di un episodio, se si termina diventa più difficile perché sono sceneggiati per lanciare l'amo della curiosità (cliffhanger) per quello successivo. Di norma c'è un momento dopo metà puntata in cui una situazione drammatica secondaria viene "sciolta" (meccanismo inspira-espira) ed è lì chi bisognerebbe fermarsi perché psicologicamente più facile. Dicono.
Altri due consigli che non richiedono forza di volontà e si concentrano direttamente su accorgimenti pratici sono: disabilitare l'auto-play se usate servizi streaming come Netflix o Hulu (per usarli, illegalmente, in Italia servono procedure particolari), e impostare lo spegnimento automatico del router a una data ora così rimarrete senza connessione.
Se invece le puntate le state guardando da un DVD o da file scaricati bisogna tornare allo sforzo di volontà, un altro consiglio che danno è quello di mangiare e bere durante la visione per mantenere alte le energie necessarie per avere poi lo slancio di decisione per fermarsi!
A me sembrano stupidaggini, però avendo un rapporto di attrazione-repulsione con le serie, per me è facile. La mia ovvia regola è decidi quanto tempo hai per la visione e le puntate che ci stanno sono quelle che vedi.  Ma devo confessare che mi è capitato due volte di cadere nella bramosia della puntata successiva e di sgarrare: è stato per Chuck e per la prima stagione di House of Cards.

mercoledì 1 ottobre 2014

Il nuovo Dylan Dog parte con citazioni del Cinema di Fantascienza

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Non so se vi è giunta la notizia, ma Dylan Dog sotto le mani di Roberto Recchioni è stato completamente rivoluzionato. L'albo della svolta è uscito da poco è il numero 337, per l'occasione tutto a colori, ed è intitolato Spazio profondo.
Da molto tempo non leggevo un fumetto del vecchio Indagatore dell'incubo, è stata un'esperienza particolare fin dall'odore diverso emanato dalle pagine. Dopo poche righe di Tiziano Sclavi (creatore di Dylan Dog) che battezza il nuovo ciclo, c'è l'introduzione di Recchioni che riporta le fonti d'ispirazione dell'albo e sono grandi film di fantascienza: Alien, 2001 Odissea nello spazio e Solaris
Recchioni dichiara che Spazio Profondo è un omaggio al connubio di horror e fantascienza dai b-movie anni '50 in poi; letta la storia concorderemo che siamo più vicini a questi ultimi che agli altisonanti titoli inziali.

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Non so se questa nuova veste di Dylan Dog avrà successo, dal prossimo numero pure il mitico Ispettore Bloch va in pensione, al suo posto arriva Tyron Carpenter (probabilmente un omaggio al regista John Carpenter).
A me quest'avventura dell'Indagatore dell'incubo non ha fatto venire il "mal di spazio" come augurato da Recchioni, ma un po' di mal di pancia e un reflusso di nostalgia dei primi anni '90, gli anni d'oro di Dylan Dog.
Per chi vuole ritrovare il "vecchio" Dylan dovrà guardare al quadrimestrale "Dylan Dog Old Boy" che conterrà tre storie nello stile pre-rivoluzione.
Dopo questo ennesimo input vorrei proprio recuperare Solaris di Tarkovsky nell'attesa che prima o poi un film su Dylan Dog – degno di essere visto – lo girino.

sabato 20 settembre 2014

Film su cultura digitale e società

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Questa è la seconda parte del post dedicato ai "Film che un cittadino digitale dovrebbe vedere".
Nella prima parte ho riportato una lista di film specifici sulle temerarie personalità di spicco della storia digitale contemporanea, qui sotto c'è invece un elenco di film che toccano, più in generale, aspetti fra cultura digitale e società, e qualche altro film dedicato ad altri personaggi eminenti che ho scelto di non affiancare a quelli della prima parte. 
Con l'occasione rimando anche al post "Film su Linux", il mio sistema operativo preferito, che ha avuto una diffusione marginale per molti anni ma che trova oggi un esteso utilizzo popolare perché base degli smartphone e tablet con Android.


Good copy bad copy (2007)

Good-copy-bad-copy

Analisi del rapporto fra copyright e cultura.
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We live in public (2009)

we-live-in-public

Dal pioniere della rete Josh Harris alla perdita di privacy nell'era del web.
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The Social Network (2010)

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La storia della nascita di Facebook. Mark Zuckerberg col "suo" network ha un impatto sociale, politico ed economico mondiale.
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Life 2.0 (2010)

life-2.0

Documentario su come il mondo virtuale di Second Life riformula le relazioni, le identità e la stessa nozione di realtà in un gruppo di persone che ci "vivono".
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Code 2600 (2011)

code-2600

La storia dello sviluppo della tecnologia delle comunicazioni negli Stati Uniti attraverso gli eventi e le persone che l’hanno costruita e manipolata.
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Jobs (2013)

JobsFilm biografico su Steve Jobs fondatore della Apple. I prodotti Apple sono ritenuti da molti rivoluzionari e hanno un grande impatto sociale, Jobs è stato seguito come un messia da molti fan.
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MacHeads (2009)

macheadsLa Apple ha incoraggiato lo sviluppo di un'utenza più vicina a seguaci di un culto che ad utilizzatori di prodotti tecnologici. Questo documentario intervista i fan della prima ora e analizza lo sviluppo della comunità delle teste di Mac.
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Terms and conditions may apply (2013)

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Riflessione sulle implicazioni della semplice spunta con la quale accettiamo i termini per usare molti prodotti tecnologici, software e servizi web (gran finale con Mark Zuckerberg).
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Downloaded (2013)

downloaded

La generazione-download, da Napster all'impatto che ha avuto la condivisione di file su Internet.
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