giovedì 9 giugno 2016

I migliori 25 film del 2016 fino ad ora

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[frame dal film Victoria]

Fra i post più popolari del blog ultimamente c'è spesso I migliori 15 film del 2015 fino ad ora, e se è quello che volete vi accontento con una versione più contemporanea, quella proposta dal The Guardian per l'anno in corso.
In realtà la loro lista di film ha qualche titolo che potremmo considerare già della passata stagione ed è dovuto alla differenza nella data di uscita nei cinema inglesi, ma tant'è, in fondo queste liste servono solo come spunto per cercare di scremare la mole di film che dovrebbe valere la pena vedere.
  • Anomalisa di C. Kaufmann
  • Le mille e una notte - Arabian Nights di M. Gomes
  • The Assassin di H. Hsaio-Hsien
  • A Bigger Splash di L. Guadagnino
  • Captain America: Civil War di A. Russo e J. Russo
  • Chronic di M. Franco
  • Il Club di P. Larraìn
  • Deadpool di T. Miller
  • Dheepan - Una nuova vita di J. Audiard
  • Tutti vogliono qualcosa!! di R. Linklater
  • Ave, Cesare! dei fratelli Coen
  • The Hateful Eight di Q. Tarantino
  • High-Rise di B. Wheatley
  • Il libro della giungla di J. Favreu
  • Love & Friendship di W. Stillman
  • Miles Ahead Don Cheadle
  • The Nice Guys S. Black
  • Our Little Sister di H. Kore-eda
  • Revenant - Il redivivo di A. G. Iñarritu
  • Room di L. Abrahamson
  • Sing Street di J. Carney
  • Il figlio di Saul di L. Nemes
  • Il caso Spotlight di T. McCarthy 
  • Victoria di S. Schipper
  • Zootropolis di B. Howard e R. Moore

lunedì 23 maggio 2016

Palma d'oro 2016

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Nel seguire il Festival di Cannes 2016 dalle home page di Corriere.it e Repubblica.it veniva il dubbio che il festival fosse della moda più che del cinema, al punto che pure io ricordo meglio alcuni succinti vestitini che i titoli dei film in concorso.
In ogni caso la Palma d'Oro è stata assegnata a:
  • I, Daniel Blake di Ken Loach



Mi pare di aver capito che sia stata una buona edizione, dove il cinema italiano di palme ha preso solo l'ombra, considerato l'assenza di suoi film in gara, ma era senza premi anche l'anno scorso che di film ne aveva ben tre, quindi niente di nuovo.
Fra i film in concorso di quest'anno quello che mi incuriosisce di più è Juste la fin du monde di Xavier Dolan con il quale il giovane regista ha vinto il "Grand Prix Speciale della Giuria". Dolan nel 2014 aveva già portato a casa il "Premio della giuria" di Cannes 67 per Mommy, un film che mi era piaciuto molto, vedremo se mi emozionerà anche con questo nuovo titolo che vede come attrici la bella Marion Cotillard e Léa Seydoux.

[Lista completa dei premi: palmarès]

domenica 3 aprile 2016

Dark Net

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[+] Uno dei post più visitati nell'ultimo periodo è quello di Darknet una serie che avevo perso sul nascere, nel senso che dopo aver visto l'episodio pilota non ero riuscito a recuperare il seguito. Spinto dai visitatori mi sono quindi messo alla ricerca di fonti per vedere la serie, ma le vie del web sono infinite e sono incappato in una nuova Dark Net, ossia un'altra serie più recente; chissà se i visitatori in realtà stavano cercando notizie su questa, fatto sta che l'ho vista e ora scrivo il mio parere.
Fra le due serie c'è solo uno spazio a dividerle, nel nome, ma nella sostanza sono due serie completamente diverse. Questa Dark Net del 2016 è composta da 8 episodi documentari di 30 minuti scarsi, non si parla solo di dark net intesa come oggetto bensì soprattutto degli aspetti più o meno oscuri della rivoluzione che la rete e la tecnologia collegata al web ha generato nel comportamento di alcune persone.

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Sebbene i temi trattati mi interessino molto, la serie non mi è piaciuta altrettanto, due sono i problemi principali: il primo è il ritmo lento, il secondo è che presenta troppo e approfondisce poco.
L'effetto è di una somministrazione di pillole, nella stessa puntata si sovrappongono più argomenti, spezzandoli per dare meno nell'occhio la mancanza di corpo. In questo modo gli argomenti, i casi e le subculture vengono ridotti a un "guarda un po' cosa c'è" o per dirla a la Frankie Hi NRG "sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi", e basta. 
Qualche tentativo di muovere il cono di luce capita, ma nel complesso rimane una presentazione senza voglia di indagare e riflettere su problemi, opportunità, necessità di regole che le nuove dimensioni tecnologiche portano o richiederebbero.
Il succo che esce da questo viaggio nel "nuovo mondo", l'oscura rete, è solo la constatazione di uno spostamento delle frontiere, un oltrepassare i limiti di alcuni aspetti del vivere che sembra al momento interessare solo quelli che appaiono come estremisti, ricercatori di esperienze forti, maniaci e qualche sfortunato che spera in nuove possibilità.
Proprio la mancanza di riflessione sia psicologica, antropologica, sociologica e filosofica della serie sminuisce la portata di quello che fa vedere, e sono frammenti delle società mondiali, quindi possibili sviluppi dell'umanità, sarebbe stato più interessante puntare una luce a varie lunghezze d'onda per provare a illuminare meglio questa cupa rete.