martedì 1 settembre 2015

72^ Mostra di Venezia - I film in concorso

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Anche quest'anno è arrivata la Mostra del cinema di Venezia, è l'edizione numero 72 e si mormora sia l'ultima a direzione Alberto Barbera.
Le proiezioni partiranno domani 2 settembre e termineranno il 12. A presiedere la giuria che assegnerà il Leone d'Oro c'è Alfonso Cuarón e fra i giurati l'italiano Francesco Munzi.

Film in concorso a Venezia 72:
  • Abluka di Emin Alper 
  • Heart of a Dog di Laurie Anderson 
  • Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio 
  • Looking for Grace di Sue Brooks
  • Equals di Drake Doremus
  • Remember di Atom Egoyan
  • Beasts of No Nation di Cary Fukunaga
  • Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino
  • Marguerite di Xavier Giannoli 
  • Rabin, the Last Day di Amos Gitai 
  • A Bigger Splash di Luca Guadagnino
  • The Endless River di Oliver Hermanus 
  • The Danish Girl di Tom Hooper 
  • Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson 
  • L'attesa di Piero Messina
  • 11 minut di Jerzy Skolimowski 
  • Francofonia di Aleksandr Sokurov 
  • El Clan di Pablo Trapero
  • Desde allá di Lorenzo Vigas
  • L'hermine di Christian Vincent
  • Behemot di Zhao Liang
Fra i film in concorso le mie maggiori attese vanno a:
- Anomalisa di Charlie Kaufman, lui è uno dei miei sceneggiatori preferiti, il film è un'animazione in stop motion che avevo seguito fin dalle prime idee ed è stato finanziato tramite kickstarter.
- Equals di Drake Doremus, film di fantascienza su un futuro distopico, finalmente, con una società di uguali e senza emozioni, c'è Kristen Stewart.
- Francofonia di Aleksandr Sokurov, lui è uno dei miei registi preferiti, se con l'Arca russa si rimaneva sempre nel palazzo dell'Ermitage in questo nuovo film si rimane dentro al Louvre.
- Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio, almeno un film italiano devo nominarlo, c'è Filippo Timi e l'immancabile Alba Rohrwacher.
Fra i film fuori concorso la mia curiosità cade su due documentari:
- Winter on Fire di Evgeny Afineevsky, documentario sulla Rivoluzione ucraina del 2014.
- Human di Yann Arthus-Bertrand, che a vedere il trailer deve essere un bel agglomerato di poetiche immagini dal mondo.

domenica 30 agosto 2015

Da un'idea di J. J. Abrams ecco "S." o "La nave di Teseo" di V. M. Straka

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S. l’avevo adocchiato appena uscito nel 2013 e mi aveva incuriosito così tanto che mi ero salvato il link per l’acquisto anche se era disponibile solo in lingua inglese. Poi era caduto nell’oblio dei segnalibri e me n’ero dimenticato fino a quando non sono incappato ancora una volta sul libro, finalmente disponibile anche in italiano, e questa volta è scattato subito l’acquisto.
Questo libro ha due autori J. J. Abrams e Doug Dorst, J. J. Abrams è il famoso regista, sceneggiatore e produttore, lui è l’ideatore e Dorst lo scrittore. La particolarità di quest'opera è di essere realizzata per dare l'impressione di avere tra le mani un testo sottratto a una biblioteca: rotto il sigillo di S. troviamo il libro La nave di Teseo completamente annotato con appunti manuali e contenente degli allegati: foto, cartoline, ritagli di giornali, lettere, uno schizzo su un tovagliolo…
Oltre al racconto tradizionale, che sarebbe stato scritto dal misterioso V. M. Straka, c’è quindi una seconda trama, quella che vede Eric e Jen, gli “appuntatori” che si scambiano il libro, tentare di interpretare gli indizi nascosti nel testo per ricostruire la vera identità di Straka e contemporaneamente costruire una relazione. C’è quindi un ulteriore livello “meta” con noi che cerchiamo di capire cosa sia accaduto a Eric e Jen basandoci su quelle note.

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Come ho letto il libro
Dopo poche pagine di lettura mi sono domandato quale sarebbe stato il miglior modo per leggere il libro, le note a margine hanno tempi diversi (e quindi informazioni diverse) che si possono individuare in base ai colori:
• matita - prima lettura di Eric da solo
• penna nera (Eric) penna blu (Jen) - seconda lettura
• penna verde (Eric) penna arancione (Jen) - terza lettura
• penna rossa (Eric) penna viola (Jen) - quarta lettura
• penna nera (Eric & Jen insieme)
L’ideale sarebbe leggere tutto il libro ignorando, in un primo momento, le annotazioni e poi riprenderlo leggendo le note nell’ordine temporale; dedicargli quindi il tempo necessario senza intraprendere altre letture.
Io l'ho letto in modo lineare, fagocitando tutto nel momento in cui si presentava, è in contemporanea con altre sei o sette letture diverse e non proprio leggere, praticamente nel modo diametralmente opposto a quello che consiglierei di fare.

Prima sensazione
All’inizio mi piaceva molto, carico di aspettative e desideroso di capire come poteva materialmente avvenire uno dialogo a base di note a margine. Mi sono domandato se quel corsivo per una penna e maiuscolo per l’altra non fosse in realtà la stessa persona che fingeva di essere due. Non vedevo l'ora di giungere agli allegati e scoprire in che modo erano legati al testo o alle note.

A metà del libro
Ho cominciato a stancarmi nella lettura, le note diventavano una distrazione, creavano interruzioni continue, mi dava la sensazione di quando stai parlando con una persona o leggendo e qualcun altro si intromette interrompendo con un argomento diverso, poi riprendi a parlare o leggere avendo perso il filo del discorso ci metti qualche istante per riorganizzare le idee, quando finalmente ritrovi il punto ecco che si intromette di nuovo... Per questo consiglio un altro approccio alla sua lettura.

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Finito (spoiler minimo)
Sono arrivato alla fine con una grossa boccata un po’ forzata, non c'è una grande rivelazione sul testo principale e ce n'è una confusa sul meta-testo di quanto accaduto a Eric-Jen; chiuso il libro mi sono interrogato sulla validità dello stesso.
"La nave di Teseo" raffigura un noto paradosso filosofico sul concetto di identità e la storia principale de La nave di Teseo (libro) è tracciata sopra quello spunto con oggetto-soggetto, una nave, per l'appunto, e S. il personaggio principale. Seguono poi diramazioni, le più corpose sono la ricerca di un ruolo nel mondo e della donna da amare, e poi il valore della scrittura come "arma" di resistenza.
La storia a margine, quella di Eric, Jen e la loro indagine per scoprire l’identità di Straka, forse è l’aspetto che offre maggior interesse: ci sono codici da interpretare, ipotesi da fare, indizi da seguire. C’è chi ha preso il compito molto seriamente vedi il blog Who is Straka (testi in inglese) se volete approfondire vi rimando lì, io non credo che lo farò.
Secondo me il vero aspetto originale di S. più che i contenuti è il suo contenuto, ossia la vecchia rilegatura, le pagine ingiallite e profumate, le note a margine, gli allegati e l'alone di mistero (vedi l'idea guida di J. J. Abrams: La scatola dei misteri) che ne fanno praticamente un inno al libro come oggetto in antitesi con l'ebook (eppure è in vendita anche in digitale!). In conclusione, coniugando il Paradosso della nave di Teseo al libro, ci possiamo domandare:
Se a un libro togli la copertina, la carta, l'inchiostro, il profumo, la possibilità di scambiarlo con qualcuno, farcirlo di appunti colorati e foglietti, quello che ne rimane è ancora lo stesso libro?

giovedì 30 luglio 2015

I 10 film preferiti di Luis Buñuel

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Il regista dell'avanguardia surrealista spagnola, nonché uno dei miei registi preferiti, aveva una sua lista di film preferiti (almeno secondo open culture). 
In modo molto modesto ha inserito fra i titoli anche una sua pellicola, realizzata in collaborazione con Salvator Dalì. Nella Top10 di Buñuel ci sono alcuni vecchi film che proprio non conoscevo e si aggiungono alla mia interminabile lista di film che mi piacerebbe vedere.

  1. Le notti di Chicago – (1927, Josef von Sternberg)
  2. La febbre dell'oro  – (1925, Charles Chaplin)
  3. Ladri di bicicette(1947, Vittorio De Sica)
  4. La corazzata Potemkin – (1925, Sergei Eisenstein)
  5. Il ritratto di Jennie – (1948, William Dieterle)
  6. Cavalcata – (1933, Frank Lloyd)
  7. Ombre bianche – (1928, W.S. Van Dyle, R. Flaherty)
  8. Incubi notturni – (1945, Alberto Cavalcanti, Charles Crichton, Basil Dearden, Robert Hamer)
  9. L’Age d’Or – (1930, Luis Bunuel, Salvador Dali)
  10. Io sono un evaso – (1932, Mervyn LeRoy)